Ha 17 anni, Gigliola, ed è figlia di agricoltori padovani. Pensa ai genitori: se sapessero, si vergognerebbero, la caccerebbero di casa. E dove potrebbe andare, senza soldi, senza assistenza, senza speranza, incinta e abbandonata dal ragazzo che le ha lasciato quel fardello da portare da sola? Ma una via d’uscita c’è: Roberto, un giovane che le vuole bene, le darà le 40mila lire che servono per l’operazione. Stesa su un tavolo da cucina, senza anestesia, lascerà che un’assistente infermiera le introduca nell’utero un ferro, facendolo roteare per provocare il distacco della placenta.
ASSOLTA, NON PERDONATA. È il 1973 e quella di Gigliola è una storia vera, simile a tante altre: all’epoca, in Italia, erano più di 3 milioni le donne che ogni anno ricorrevano a un aborto clandestino. Molte morivano…
