Se facessimo una scommessa la vinceremmo in fretta: l’eredità di Shakespeare non ha paragoni con nessun altro autore drammaturgico. Le sue opere sono state tradotte in più di cento lingue, vengono studiate da studenti di mezzo pianeta, sono ancora rappresentate sui palchi di tutto il mondo, fedeli all’originale, reinterpretate o trasformate in celebri opere liriche e balletti. Ma anche il cinema e, più recentemente, le serie televisive si sono spesso ispirati a Riccardo III, Macbeth, Re Lear, La tempesta, Coriolano, Giulio Cesare, Amleto e altri capolavori per alimentare le loro storie.
«Shakespeare ci ha insegnato a riconoscere e nominare le emozioni. Otello, ad esempio, è la gelosia, mentre Amleto è il dubbio», spiega Maria Cristina Cavecchi, docente di Storia del teatro inglese all’Università degli Studi di Milano. «E ha saputo…
