Alla fine della guerra, sulle macerie dell’Impero austroungarico, in Germania un governo rivoluzionario guidato dal socialdemocratico Friedrich Ebert proclamò, a novembre del 1918, la nascita della Repubblica socialista di Weimar. Weimar è il nome della città in cui, alcuni mesi dopo, un’assemblea nazionale formata da socialdemocratici, cattolici del centro e democratici dei partiti liberali approvò la Costituzione (a sinistra, la proclamazione).
Il prezzo della paura. La situazione politica, però, era instabile: nel timore che i rivoluzionari della Lega di Spartaco, nucleo originario del partito comunista tedesco, potessero innescare la rivoluzione e proclamare una repubblica sovietica, i socialdemocratici finirono per allearsi con le forze militariste della destra estrema. Ma il pericolo più grande si rivelarono proprio loro: militari e nazionalisti, che, approfittando della debolezza economica e politica della repubblica, contribuirono all’ascesa…
