Se Roma sconfisse i Cartaginesi di Annibale dopo la batosta subita a Canne (216 a.C.), fu grazie a una coppia di amici fraterni: Publio Cornelio Scipione, intrepido condottiero, e Gaio Lelio, suo fedele braccio destro. I due, uno classe 236 a.C. e l’altro 235 a.C., si distinsero prima in Spagna, scacciandovi i Cartaginesi, e poi in Nord Africa, piegando definitivamente l’esercito di Annibale nella Battaglia di Zama del 202 a.C. e sancendo la fine della Seconda guerra punica.
Ai posteri. Scipione, che conduceva le operazioni, si guadagnò così fama eterna e il soprannome di “Africano”, mentre il suo compagno d’armi, pur decisivo per la causa romana, fu quasi dimenticato dai posteri. Peraltro, proprio la sua testimonianza, dopo la morte di Scipione (avvenuta nel 183 a.C., mentre lui morirà nel 160…