Cè l’operaia delle filande, ’l’attrice di cinema muto e la modella, ma anche la fotografa politicamente impegnata, la comunista rivoluzionaria e l’agente segreto sovietico. Non donne in competizione, ma tutte anime dello stesso corpo, quello, fragile solo all’apparenza, di Tina Modotti. “La Mata Hari del partito comunista internazionale”: in Russia è stata definita così questa friulana, nata nel 1896 in un quartiere popolare di Udine e battezzata Assunta Adelaide Luigia, il nome di sua madre, sua nonna e sua zia tutti in uno.
Morì a soli 45 anni, dopo una vita densa di esperienze sentimentali, artistiche e politiche, vissute in un periodo storico complesso, a cavallo della Prima e della Seconda guerra mondiale, del nuovo e del vecchio continente, tra il Messico postrivoluzionario e la Mosca di Stalin, tra l’Europa…
