Concentrò in una sola esistenza una quantità incredibile di vite: alpinista, comandante partigiano, cercatore di diamanti, geologo, esploratore, professore, ingegnere, scrittore... Tutti ruoli che dovette conquistarsi faticosamente: perché per Alfonso Vinci la vita iniziò in salita. Nel 1915 a Pilasco, in Valtellina.
Suo padre, Calogero Vinci, era siciliano. Lì, nel paesino lombardo, ci arrivò per fare il servizio militare. Ma conobbe la maestra elementare Piera Gavazzi, si innamorò, e non tornò più a Canicattì.
Andarono a vivere a Como. Lui faceva l’elettricista, ma le bocche da sfamare aumentavano e in casa giravano pochi soldi. Così il piccolo Alfonso passò presto dai giochi ai pirati alla catena di montaggio. Ma era determinato e aveva voglia di studiare. Di giorno in fabbrica, di notte sui libri, prese prima la maturità classica, poi…
