Che sorte spettava agli sconfitti? Fu Silla, nell’82 a.C., a introdurre la più drastica delle soluzioni: la proscrizione. Che fossero soldati, magistrati, ovvero consoli, pretori e questori, senatori o cavalieri, i membri della fazione perdente venivano epurati, finivano cioè nelle liste di proscrizione affisse nel foro, in modo che non potessero ricevere più aiuto da alcuno, pena la morte.
Annichiliti. Venivano privati dello status di civis romanus, veniva loro impedito persino di andare in esilio, di fatto erano condannati a morte. Il proscritto veniva arrestato e condotto in Campo Marzio, dove lo spogliavano, gli legavano le mani dietro la schiena e lo fustigavano con le verghe. Poi lo facevano sdraiare e gli tagliavano la testa con l’ascia, o lo sgozzavano. La testa troncata veniva portata in giro per la città…