A contrastare l’impero “su cui non tramonta mai il sole” del sovrano asburgico Carlo V sorse, nel 1526, la Lega di Cognac. Sottoscritta da papa Clemente VII, un Medici, con Venezia, Firenze, Milano e la Francia di Francesco I, era appoggiata dall’Inghilterra di Enrico VIII e perfino dal sultano turco Solimano II. Eppure l’esercito dei federati, forte di 35.000 uomini e guidato dall’irresoluto Giulio Maria della Rovere, duca di Urbino, assistette impotente all’irruzione di armate imperiali nella Penisola.
Il comandante italiano. I tedeschi, in particolare, partirono da Trento il 12 novembre 1526 e due settimane dopo si attestarono sul Mincio provocando la morte del cugino del papa, Giovanni dalle Bande Nere , il Gran Diavolo. L’avanzata germanica nella Pianura padana proseguì indisturbata, raccogliendo alleati e capitani di ventura, fino al…