Nel Rinascimento Dolce&Gabbana avrebbero firmato le cartelle della tombola, anziché vestiti e profumi, perché il gioco (sportivo, da tavolo, d’azzardo, da bambini, individuale o di squadra) raggiunse tra il Quattro e il Cinquecento un’importanza straordinaria. Tanto che un artista del calibro di Mantegna, pittore molto richiesto dalle corti (da qui il paragone con gli stilisti) nel 1470 accettò di disegnare un prezioso mazzo di tarocchi.
REBUS GENIALI. Dopo la cupezza medioevale, quando divertimento faceva rima con peccato, nel Rinascimento giocare diventò… di moda. L’uomo era il nuovo centro dell’universo e con lui tutte le attività creative: le arti, la scienza, l’esplorazione, la cartografia, la botanica, la magia. E nella caleidoscopica inventiva dei geni del tempo (come Leonardo da Vinci, che disseminò i suoi codici di rebus, e Michelangelo Buonarroti, che…