Nell’antica cultura erotica greca, con questo termine (il cui singolare è eromenos) si definivano, nell’ambito delle relazioni omosessuali, i soggetti maschili passivi, ossia “amati”, “sottomessi”, posti in contrapposizione ai partner attivi, detti invece erastai (al singolare erastes), ossia gli “amanti”.
Erotismo ed educazione. Secondo i costumi dell’epoca, un rapporto omosessuale era tollerato dalla società solo nel caso vi fosse una netta differenza di età tra le persone coinvolte: gli eromenoi erano quindi, in genere, fanciulli di età compresa tra i 12 e i 18 anni (da tradizione, si consideravano usciti da tale ruolo quando iniziava a spuntar loro la barba), mentre gli erastai erano adulti. Quanto al loro rapporto, non era soltanto di natura erotica, ma anche “educativa”, infatti all’erastes era attribuito il compito di fare da guida e modello…