Non per caso. Esistono circa 380mila specie vegetali: di queste, a partire da 12.000 anni fa, solo alcune migliaia sono state coltivate, riducendosi via via alle circa 120 specie attuali, fra cereali, patate, manioca, frutta eccetera. Mark Chapman, dell’Università di Southampton, si è chiesto cosa abbia guidato i nostri antenati in quella prima, drastica selezione, studiando perciò cosa accomuni, geneticamente e morfologicamente, le specie adatte alla coltivazione. «Si tratta di tre fattori chiave», ha spiegato Chapman su Trends in Ecology & Evolution: «la plasticità, cioè la capacità di adattarsi all’ambiente alterato dell’agricoltura; la semplicità genetica, cioè la presenza di pochi geni che regolano i tratti desiderati dagli agricoltori; e un elevato tasso di mutazione, che favorisce l’emergere casuale di caratteristiche potenzialmente utili, come semi più grandi o frutti più saporiti».…
