Vino dealcolato: una contraddizione in termini, e non solo per quanto riguarda il significato letterale. Secondo le leggi e i regolamenti europei, infatti, affinché una bevanda possa essere definita “vino”, deve contenere almeno il 9% di alcol. Ma i vini dealcolati, sempre in base ai regolamenti europei (appena recepiti anche in Italia) sono appunto bevande con un tasso alcolico che va dallo 0,5 al 9% per quelli parzialmente dealcolizzati, e inferiore allo 0,5% per quelli dealcolati. Secondo i produttori dei vini classici, quindi, dovrebbero avere una denominazione specifica. Secondo i sostenitori e i nuovi imprenditori, invece, è sufficiente indicare in etichetta, con chiarezza, che si tratta di prodotti a basso, bassissimo, o inesistente tenore alcolico, perché il consumatore non ha difficoltà a capire e a scegliere.
Come finirà la disputa…