Colibrì, gabbiani, farfalle. Pipistrelli, balene, pinguini. Animali diversissimi tra loro ma uniti – loro, e moltissimi altri – da un’equazione. Quella che hanno scoperto Jens Højgaard Jensen e colleghi all’università danese di Roskilde, e che regola la frequenza con cui ogni specie muove le ali o le pinne, per volare o per nuotare.
Universale. Per quanto il volo degli uccelli, dei pipistrelli e degli insetti si sia evoluto in modo indipendente, il principio è lo stesso: muovere le ali per generare abbastanza portanza da vincere la gravità. E, una volta sostituita l’aria con l’acqua, è lo stesso problema che devono affrontare gli uccelli che nuotano anziché volare, come i pinguini, o i grandi mammiferi marini. Nel loro articolo pubblicato sulla rivista Plos One, i ricercatori sono partiti dalle leggi fondamentali…