C’è una frase che adoro: “Vivere non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a danzare sotto la pioggia”. Il temporale è magico anche prima dell’arcobaleno: si scivola sull’acqua e si cade, per poi rimettersi in piedi e ballare. Ma come si fa a improvvisare qualche passo a piedi nudi con la paura che ci siano dei vetri rotti per terra? Travolti dall’imprevisto, negli ultimi mesi ci siamo trovati spesso a ciondolare sulle macerie dei nostri sogni: ora siamo come serbatoi che devono fare il pieno di fantasia, di libertà. Sfogliando le pagine di Punkcouture-Cucire una rivolta, ho trovato molte ispirazioni fra magliette strappate, piercing e jeans scoloriti: quei linguaggi senza censure, inclusivi e senza regole ci regalano la consapevolezza che essere imperfetti è un’arte. Nell’estetica punk, raramente un…