Delle scuole “mammut” costruite in Germania tra le due guerre, lo storico dell’architettura Julius Posener, nel suo saggio sulle Écoles Allemandes pubblicato sul numero monografico de «L’Architecture d’Aujourd’hui» dedicato, nel marzo 1933, a Les écoles a l’étranger, criticava soprattutto la dimensione spersonalizzante, che privilegiava l’ingranaggio sull’individuo. «Il nostro gusto [borghese, N.d.r.] per l’intimità, per la tranquillità – scriveva Posener– si oppone alle scuole di massa […] la scuola razionalizzata dei comunisti intende preparare la gioventù alla battaglia della vita. La scuola intima, personalizzata, la scuola dal programma libero promosso dai “riformatori della vita” intende formare la gioventù non per le lotte della nostra epoca, bensì secondo un’educazione sana, equilibrata, naturale, nella prospettiva di un’epoca a venire». Disegnata, per 2.400 alunni del primo ciclo di studi, dall’atelier pechinese TAO (Trace Architecture…