Studiosa, filosofa, attivista e imprenditrice, Meredith Whittaker è un pesce raro nel grande mare della Silicon Valley. Sia perché è donna, in un mondo ancora decisamente maschile, sia perché è abituata a nuotare controcorrente. E a farlo non tanto per il gusto di farsi notare, altra specialità della Bay Area, ma perché le sue idee fanno spesso a pugni con quelle di Big Tech, a partire dalla privacy: «Non vogliamo semplicemente possedere i nostri dati, che sarebbe una soluzione semplicistica. Noi vogliamo riprenderci il diritto all'autodeterminazione contro un pugno di grandi aziende che abbiamo visto calpestarlo», proclama. Questo vero e proprio culto per la privacy, che si estende alle note biografiche che la riguardano, difficilissime quando non impossibili da reperire online, viene da ragioni tanto generazionali quanto personali.
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