Paese di santi, navigatori e gente che si arrangia: con appena il 7,4% della spesa pubblica destinato all’istruzione, l’Italia è – insieme alla Grecia – il fanalino di coda in Europa per sostegno a scuole, università e ricerca. È il quadro che emerge dai dati Eurostat del 2020, i più recenti disponibili, che fissano al 9,7% la media europea, con eccellenze quali Islanda, Estonia e Lettonia, che toccano rispettivamente il 15,3%, il 14,3% e il 13,8%. Parte di questi investimenti, negli anni, si è riversato anche nel campo dell’education technology che, in particolare con l’inizio della pandemia, ha visto un’impennata in tutto il mondo. Tuttavia, in Italia il comparto accusa ancora «gravi ritardi, dovuti anche alla mancanza di investimenti e di strategie nazionali», spiega Matteo Bagnato, business developer e consulente…