Cari lettori,
ci servono il caffè la mattina al bar. Ci tagliano i capelli. Costruiscono le nostre case. Tengono compagnia ai nostri anziani. Eppure molto spesso non li “vediamo”. Si chiamano Viola, Joanna, Guntis, Katja, Cici e sono pendolari molto particolari. Percorrono tragitti che durano anche 30 ore consecutive, su autobus fatiscenti guidati da autisti che per sostenere i ritmi di viaggio hanno spesso bisogno di “aiuti” chimici. L’intera Europa è innervata da una fitta rete di trasporti, che portano queste persone dal Paese d’origine, in Romania, Lituania, Polonia, fino al posto di lavoro a Roma, Dublino, Francoforte... I nostri inviati si sono seduti vicino a loro e hanno raccolto le loro storie. Scoprendo, per esempio, che esistono gli “orfani dell’euro”: centinaia di migliaia di bambini rumeni, moldavi, lituani, polacchi…
