Nel suo trattato Liber de arte distillandi del 1500 l’alchimista tedesco Hieronymus Brunschwig lodava gli effetti miracolosi dell’alcool: “Conferisce un bel colorito, cura la calvizie, uccide pulci e pidocchi. Inoltre, infonde coraggio alle persone e ne migliora le capacità mnemoniche”. Tre secoli dopo, le militanti antialcoliste americane dell’Unione cristiana per la temperanza delle donne (Wctu), fondata nel 1874, pregavano in coro, inginocchiate di fronte ai bar, la Bibbia in mano, lanciando anatemi contro i goccetti di whisky e gin. Nel corso dei millenni la percezione dell’alcol (dall’arabo al-kohl, “essenza”) ha vissuto fasi alterne. A seconda delle epoche è stato nutrimento essenziale, ponte per la divinità, salvavita o, al contrario, vizio pericoloso.
ALCOL A FIUMI. Nell’Antico Egitto, per esempio, le bevute erano comuni ai funerali e nelle offerte agli dèi. In…