Lo tsumami religioso e politico prese il via per ragioni solo formali, non sostanziali Andiamo, fratelli, non è della morte che dovete avere paura, ma dei vostri peccati; non temete la morte, che non è che una, mentre il regno dei cieli è eterno”. Il 14 aprile 1682, mentre le guardie inviate dallo zar preparavano la pira per arderlo sul rogo, l’arciprete (più precisamente, protopope) Avvakum Petrovich (1621-1682) rivolse quest’ultima esortazione ai compagni condannati con lui. Avvakum moriva, per la Chiesa ortodossa russa, da eretico e scomunicato. Lui, invece, si immolava invocando “l’antica pietà” della Rus’, la stessa di cui, sin dal 1653, si era eretto, insieme ad altri confratelli e a un numero crescente di fedeli, a difensore.
Come si era arrivati fin lì? Di quale colpa si era…