“Il papa è papa e tu sei un furfante, / nodrito del pan d’altri e del dir male; / hai un pie’ in bordello e l’altro in ospitale, storpiataccio, ignorante e arrogante... Vergognati oramai, / prosontuoso, porco, mostro infame, / idol del vituperio e della fame, / ché un monte di letame t’aspetta, manegoldo, sprimacciato, / perché tu moia a tue sorelle allato”.
Così il “litterato” Francesco Berni si rivolgeva a Pietro Aretino (1492-1556), personaggio discusso, irriverente e scandaloso, ma soprattutto scrittore tra i più famosi e pagati del suo tempo. A completare la poco lusinghiera descrizione ci pensò Anton Francesco Doni (anche lui uno dei tanti nemici dell’Aretino), che lo accusò di essere “lussurioso, diabolico et eretico, traditore, ladro e falso” e, come se non bastasse, “indegno di essere…
